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Platino, il tesoro ritrovato.

By Novembre 12, 2020 Marzo 12th, 2021 No Comments

Nel nome delle cose troviamo spesso la loro storia. Il Platino non fa eccezione.

Il suo nome deriva dallo spagnolo platina, diminutivo di plata, argento. Lo incontrarono per la prima volta in Colombia i Conquistadores spagnoli dove il Platino e le sue leghe erano note da tempo  per creare anelli e gioielli cerimoniali Inizialmente gli spagnoli consideravano il Platino un metallo inferiore, un “oro acerbo” e spesso lo gettavano nei fiumi dell’Equador affinché diventasse maturo.

La prima menzione in documenti europei è del 1557, ad opera dell’umanista Veneto Giulio Cesare Scaligero (1484-1558) che lo descrive come un misterioso metallo trovato nelle miniere di Panama e del Messico “…finora impossibile da fondere secondo i metodi noti agli spagnoli”.

Ma se per gli europei l Platino è un metallo recente, non si può dire lo stesso per le culture più antiche.

Il ‘nuovo metallo’, infatti è molto più antico di quello che si possa pensare.

Frammenti di platino sono stati ritrovati nei meteoriti che si schiantarono sulla terra due miliardi di anni fa. Da allora, questo raro e seducente metallo è apparso sporadicamente nel corso della storia, talvolta sparendo per secoli, ma sempre affascinando coloro che avevano occasione di incontrarlo.

Verso il 1200 A.C. gli Egizi importarono dall’antico regno di NUBIA l’oro che conteneva tracce di platino e ne fecero gioielli e ornamenti utilizzando i due metalli mescolati. Nel 700 a.C. La consigliera del re di Tebe, l’alta sacerdotessa Shepenupet, venne sepolta in un prezioso sarcofago decorato con geroglifici d’oro e di platino. Anche un piccolo scrigno di platino (nella foto) venne posto nella sua tomba.

Successivamente il platino sparì per due millenni dalla storia dell’umanità, dimenticato per centinaia d’anni, per riapparire brevemente quando gli esploratori europei partirono alla scoperta del nuovo mondo.

Nel XVIII secolo, il platino cominciò ad arrivare in Europa e diventò presto un ingrediente altamente apprezzato dagli alchimisti. Per le sue qualità chimiche il platino veniva utilizzato per pozioni di intrepidi inventori che cercavano di trasformare il piombo in oro.

Ma è a partire dall’800 che il Platino diventa un metallo popolare, grazie anche al re di Francia Luigi XVI che lo dichiarò l’unico metallo adatto ai re e il suo orafo di corte Marc Etienne Janety forgiò per lui numerosi oggetti da tavola, tra cui una bellissima zuccheriera.

Nel 1884. Peter Carl Fabergé, orafo degli zar di Russia, creò un uovo gioiello per Alessandro III che ne fece dono alla moglie Maria. I gioielli di Fabergé diventarono dei capolavori leggendari, ornati in platino e pietre preziose. La realizzazione di ciascun pezzo era un segreto gelosamente custodito,

Nel 1936-7. Il re Edoardo VII d’Inghilterra abdicò per sposare la divorziata Wallis Simpson. Giorgio VI divenne re d’Inghilterra. Alla cerimonia di insediamento, sua moglie Elizabeth (la defunta regina madre) venne incoronata con una preziosa corona in platino che portava incastonato il famoso diamante Koh-i-Noor. Edoardo, ora Duca di Windsor, sposò Wallis Simpson scambiando con lei un paio di fedi nuziali in platino. Wallis, Duchessa di Windsor, era una grande esperta e collezionista di gioielli e affermava che il platino è l’unico metallo possibile per i gioielli da indossare con gli abiti da sera.

Oggi il Platino si può trovare in diverse zone del mondo, tra queste: negli Usa, in Australia, in Russia, in Germania, in Inghilterra, in Brasile, in Colombia ed in Sudafrica.

Il platino e un antico tesoro, metallo preferito dalle star, indossato in occasione degli avvenimenti più prestigiosi e preferito da personaggi illustri nel mondo della cultura.

Giansante Gioielli, grazie alla grande maestria e precisione tecnica, è in grado di plasmare questo prezioso metallo trasformandolo in gioielli unici, in grado di creare emozioni senza tempo.

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